La paura ci perseguita, futuro e presente co(non)esistono, fra minacce apocalittiche e previsioni pessimistiche i popoli si richiudono nei bunker (di lusso) in attesa della fine del mondo. In Isvizzera invece, ci sono più bunker che luganighe, tanto che tutti i milanesi potrebbero essere ospitati fra i muri di cemento negli scantinati dei palazzi confederali insieme ai cugini scemi. Cioè, più scemi.
Come i Decemberists, che perdono in eleganza ma guadagnano in immediatezza col nuovo album The King is Dead ributtandosi sul folk, anche noi di ApF ci impegnamo a sfatare uno dei miti pseudoscientifici più in voga: il precognitivismo, ovvero conoscere prima di aver appreso, sapere prima che ti insegnino, sentire il dolore prima di averle prese.
C'è chi non sa di vivere un ricordo, e c'è chi sa di non ricordarsi una fava. Ma evitiamo il mistico (seconda regola) e tentiamo di ricordarci almeno di fare la trasmissione la prossima settimana! Intanto riascoltateci qui.
1) The Smiths - Ask
2) The Decemberists - Don’t carry it all
3) We Are Scientists - The Scene Is Dead
4) A Hawk and A Hacksaw - Mana Thelo Enan Andra (ben 10 secondi)
5) Fionn Regan - Protection Racket
6) I Ministri - Le Città Senza Fiumi
7) Afterhours - Orchi e Streghe Sono Soli
fondino: Bright Eyes - Motion Sickness